venerdì 10 giugno 2016

CHARLES MECCHARLES

Ci son giorni … 
che scorron pigri,
di cui non te n'accorgi neppure
volan via nel vento.
Giorni smessi
abbracciati con giornate dolenti,
non mutano nel tempo lo scorrer lieve!
Giorni sbrecciati dall'incuria dei rimpianti,
giorni annoiati di calma sanguigna,
giorni ...
giorni che s'abbracciano a giorni
nello scorrer del tempo!
E quella mortal inedia
si spezza, svanendo
nell'incantesimo d'un sol attimo:
il fragil ritratto del mito perduto
nel tuo cuor sobbalza angosciato
di ciò ch'era umana certezza
è solo rimpianto nel tempo.
Annaspando nell'anima intontita
ricordar t'opponi alla fetente certezza
di ciò che c'era ed or non c'è più.
Stranito racconti allo specchio
immagini e suoni ch'eran cari,
emblemi dell'epoca a cui appartieni
i cui ideali han vestito la coscienza!
Passano gli uomini, qualcuno diceva
il sogno resta,
resta l'utopia,
resta la speranza!
Ed allora diviene poesia
quell'icona tanto amata,
quel volto che t'ha cambiata
in una persona migliore.
Perchè cari voi
le poesie son per quei giorni tristi
in cui la noia t'avvolge
con il sudario della morte;
poesia è l'espression dei momenti
in cui fai a pugni con l'apatia,
schiaffeggiando l'apparenza della tua vita
quando muta tace la rabbia che non sa' gridar!
Perchè come quell'icona tanto amata
la poesia d'alcun non ha bisogno,
scrivere è sol per te!

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