sabato 14 maggio 2016

UN CANTO VERGINE (MASSIMO GALLI)




Non ancora nata e già si è persa
nell’apparenza dei suoni
questa parola non detta
questo grido di mare annegato
nel chiarore impazzito delle schiume
questa preghiera persa nella cornice
nero-oro di un cielo senza echi
Che recuperino, le labbra
la capacità primordiale
di un silenzio che è luce
che possa l’insonora voce
valicare le paratie d’acqua
e come pesce nuotare
nell’azzurra vastità
dove l’unico suono
è un cristallo il cui riflesso
penetra le cavità della mente.
Voglio un canto vergine
un canto ammaliante
un canto di sirena che possa
nelle fibre dell’universo compiersi
e qui tornare voce di stella,
nel freddo respiro della notte.
massimo galli

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