domenica 8 maggio 2016

ROMA (ENZO DI GIOVANNI)

E l’alba poi m’appare
un istante poi scompare
fa posto al nuovo giorno
di beltà e amor adorno .

C’è foschia il ciel velato
ma un canto delicato
rende unico il momento
nel cuor gran pace sento .

E’ domenica la città dorme
son distese le sue forme
tra i sette colli lei si staglia
mezza nuda senza vestaglia .

Cresce in me l’emozione
poi osservo il cupolone
che è rosso e paonazzo
di stupore e d’imbarazzo .

Oggi si voglio giocare
voglio ridere e scherzare
perchè la vita è assai triste
senza mete ne conquiste .

O’ Roma tu m’appari
immortale senza pari
pure un gran bordello
e ti canto menestrello .

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