giovedì 12 maggio 2016

LA DONNA, LA TAVERNA E IL DADO? (CESARE MOCEO)


Nel continuo "allegro" umore
che mi tiene compagnia
ripenso al mio patrimonio culturale
capitale indiscusso della mia esistenza
a maturare gli interessi delle sfide
rivendicate dall'immaginazione
smembrate posizioni intellettive
dell'assurda aspirazione
di divenire un'Essere informe
nel delirio di auspicate onnipotenze
E giorno dopo giorno
inventarmi pensieri irrazionali
atti a superare le paure del futuro
che viaggia sulle ali
di mostri vestiti d'incubi
onde di terrore infelici e tormentate
cavalcate dai riflessi del bene e del male
in illusori messaggi d'uguaglianza e di pace
E continuo a vivere triste e solitario
nell'apatia per questo mondo
disperso nell'infelicità di uomini
costretti a darsi fuoco
nell'incapacità di combattere altri uomini
che non concedono giorni liberi
alla loro cattiveria
.
cesaremoceo
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