sabato 7 maggio 2016

LA CATTIVERIA (GIOVANNI MARTONE)

Troppe le tue primavere
in odiosi silenzi tra i fumi,
troppe le tue lune
tra le tante parole demolitrici.
Macerie di democrazia al tuo esistere.
Tra fogli bianchi da anni corro
e rincorro il coraggio di scriverti
granello di polvere di strada, io,
tu ,oro puro del potere forte.
Da massone a presidente, da fascista a comunista
tutto in quel presente, che credi eterno.
Sei curvo , l’urina ti bagna, ma ancora comandi,
ha fede tra le rovine chi ancora crede.
Vivi da vecchio!. Se ti riesce.
Scrivo alla tua coscienza
se coscienza riesco a trovare
tra i ricami dei bassifondi di povertà.
Scrivo a te uomo troppo lontano dall’uomo
e troppo lontano dalla tua gente
dal respiro salato e la pelle di squame.
Ho comprato casa per i tuoi cari
tra i fumi della Terra dei fuochi
ho rubato alle Madri di Acerra , cartoline,
per adornare spazi bianchi alle pareti.
Ho costruito torre sul colle, in alto
finestra panoramica per i tuoi occhi
una sedia a dondolo di legno castagno
ricavata dalla trave dell’ultimo impiccato.
Ho pregato per te, per la tua vita
senza umiltà chiesto a Dio di lasciarti vivere,
vivere dopo il tuo tempo altri cento anni
il tempo necessario per ricevere tutte le cartoline
da cestinare nella tua, con dolore , coscienza
con la speranza che prima di morire … comprendi.

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