giovedì 12 maggio 2016

IMPERATOR DEL CAMBIAMENTO (IRIS VIGNOLA)


A sguardo tuo, vorrei sottrarmi,
nascondermi, negli angoli più bui,
sfuggire agli occhi tuoi,
ché tu non possa più vedermi.
Tornar piccina, riviver quel che è stato,
legar meglio i ricordi del trascorso,
sottratti ad ogni ruga che regali,
svanenti come sogni, che par d'aver vissuto,
di cui non resta nulla, nel risveglio.
Priva d'essi, dimentico chi sono,
crolla il castello, schiacciato dall'oblio,
dove regnavo, nel guscio del mio trono.
Getto il fardello, pesante sulle spalle,
scorgendo nello specchio l'impronta di nessuno.
Solchi profondi, impressi al tuo passaggio,
scavano il volto, senza licenza alcuna,
in cui il mio pianto, plasmato in ogni lacrima, s'addentra,
bensì tu non baratti bellezza con saggezza,
talune volte, nella realtà fittizia.
Scandendo l'ore, ch'annuncian l'imbrunire,
affievolisci barlume d'avvenire,
che pur è dubbio intento.
Hai ali come il vento e, come tale, voli,
tu non indugi, tempo e non ti volti,
scrutando il miraggio d'arrestarti,
a perdifiato corri, incosciente ed impaziente.
Che resterà di me, se celi pensieri ed i ricordi,
che san d'appartenermi.
Suffraga questa mente.
Imperator del cambiamento,
sol vuoto dentro e fuori, scalfito hai il mio regno
e poi distrutto, ormai
Sol spoglia e... nella mente... poi...più niente.
12-05-2016

Nessun commento:

Posta un commento

Lascia il tuo commento