lunedì 9 maggio 2016

DENTRO UN CERCHIO ((Alla i-dea madre) di CLAUDIO DI PAOLA


Sei la grande madre nella
nebbia dello spazio che ci rimane
Cali silenziosa come sera
-senza memoria-
e ci precipiti goccia a goccia
sui giorni sugli anni
poi il nulla che
toglie la corona al tempo
Il tuo sguardo totale
riempì la mia infanzia
e sei ancora lì che mi guardi
mentre ti aggrappo solitario
in tutto ciò che mi circonda
fui l’ultimo orlo cucito
alle tue sottane
I tuoi riccioli furono la mia forza
albero a cui trovo ancora appese le mie altalene
Riprendici come figli e
saziati di un frugale –noi-
nell’umido del tuo grembo
perché esistiamo come una mancanza
-zolle staccate dai tuoi prati-
ma chi fra noi è terra arata?
Timido mi attacco ancora
-come folle alle
assurde pieghe del suo credo-
al sentir remare del tuo sorriso
fra gli spazi tutto diventa –io-
puro scandaglio di se stesso
sei l’occhio del silenzio che brucia lento
dove luce e oscurità coincidono
Ti ho legata alle mie anime alle cose
mentre respiro la polvere del tuo marmo
Sei la mia figlia prediletta
la madre di tutto ciò che sono
l’impasto di una donna
che in un solo soffio
mi ha mostrato l’inganno della vita.
Claudio Di Paola

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