lunedì 9 maggio 2016

CHARLES MECCHARLES

Laggiù
l'arrivo è sicuro;
laggiù
per quelli come noi è la stazione,
con l'immensa luna sul comignolo
e le pareti foderate d'erba verde:
verde come ciò che cerchiamo:
speranza!
Laggiù
sicuramente nel buio che confonde,
c'è la fermata a cui tutti devono sostare,
fatta di risa e di pianti:
con il tetto di stelle trapuntato
e porte che lasciano passare sorrisi;
con pavimenti che trasudano pianti,
con finestre a cui la luce fu negata!
Laggiù.
C'arriveremo!
Laggiù,
dove il parallelo s'inabissa nell'utopia,
dove l'ombra oscura si tinge di giallo,
dove di mura non è fatto il capolinea,
dove illusione s'intrufola nella realtà
e la beffa dell'apparenza sogghigna …
Laggiù …
Ohh, sì,
laggiù,
laggiù oltre …
infinitamente oltre l'ottusa ipocrisia
dell'ipocrita e benpensante società,
oltre l'atavica paura d'uno specchio
che di te riflette tratti mutando colore,
troverai un po' di pace
in una terra che sarà tua.
Laggiù …
dove il buio s'infiamma nel giallo!

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