giovedì 26 maggio 2016

ANTONIO DELLA RAGIONE

C'è qualcosa che ancora non è mia.
Non è mia la volontà di lasciare andare quegli anni.
Un vicolo che chiamavo " lava"
che con il piscio d'un bambino si allagava.
Una viscera di tufo che congiungeva le vie del sacro e del profano.
E Maggio si riempiva di tulipani e
le mani pregavano nei portoni,
le vene un estuario di palpiti,
le bocche invocavano,gli occhi incolpavano.
L'anima si concimava...
Il cuore era fuori stagione,
voleva smettere di vangare letame...
di fare il grande.
Voleva giocare,vincere le biglie iridescenti,
rubare uova da un pollaio,mangiare uva a sazietà.
C'è sempre una volpe nella storia,
nella mia suona un'armonica e
quella musica... ho voluto seguire.
Un pentagramma di sabbie mobili,
una melodia di fruscii e
sibili,
ancora qui,perdutamente...e
posso dire che Il tuo amore ha salvato tanto di me,
la giusta metà.
a.d.r.

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