domenica 8 maggio 2016

ANCORA UNA NOTTE FIGLIA (PAOLA BOSCA)

In questa pallida notte anche la luna urla l'abbraccio
graffiami nella pelle la risata confusa nell'agonia dell'ultima ora
placa il tuo dolore nel mio
candide lenzuola acquieteranno l'assenza di sangue
parlami del mancato amore
sconfiggi il tonante rimprovero dal cuore.
Sai, nei sogni volavo spesso tra le tue braccia,
a farmi compagnia i tuoi occhi severi e mani rapaci
appese al sole le favole prendevano fiato
nessuno poteva sfiorarle
con loro prendeva forma la memoria
l'illusione poteva saziare l'attimo.
Ci sono tormenti ciechi come squali
imbrogli l'anima pur di non morire in essi
osservare dalle nuvole ti salva dalla follia
i Santi si pregano solo alla messa Domenicale
giorno di festa in festa per chi ancora spera
tremo su un esile filo tracciato su un quaderno di paglia.
Vieni
soffierò dalle labbra il mio nome sul ventre
adagerò la testa su di esso e invocherò un desiderio
ti racconterò segreti taciuti all'ombra del passato
della verginità persa mentre imploravo il tuo nome padre
passioni spente dentro un sospiro
per cercare poi rifugio nel tuo sguardo.
Chiamami ancora una volta figlia.
©paola bosca/registrata

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