domenica 8 maggio 2016

A MIA MADRE (SEBASTIANO IMPALA')

Dal tuo ventre solare
ho tratto la vita
dai tuoi seni giganti
ho nutrito il mio cuore.
Con i semplici verbi
ho imparato a parlare,
a conoscere il mondo
per poterlo capire.
Ti ringrazio di esistere,
bella donna sanguigna,
con le mani di terra
mi hai spiegato la storia
dei tuoi avi infelici
nelle tenere ore.
Assopita su un letto
mi ricordi
l'infanzia
quando,
timido e avverso
sconfinavo nel cielo
dei tuoi stessi pensieri
con vocaboli nuovi.
Ho imparato a tradurre
sensazioni vitali
con carezze di fuoco
sulle donne a venire
e,
ti amo per questo...
per le semplici cose,
la passione dei modi
le parole mai dette.

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