sabato 30 aprile 2016

DEJA VUE E PELLE DI LUNA (CRISTINA GANGALE)




In quel tempo Giada aveva poco più di 23 anni, non sapeva ancora che non dimenticherà nulla.
Passava i suoi giorni in silenzio con il timore che dall'altra stanza si poteva sentire il suo cuore terrorizzato. La sensazione, anche se le situazioni cambiano, era sempre la stessa: attesa di poter trovare un varco. In silenzio.
Non una porta, alla fine non attendeva nemmeno una porta socchiusa, sarebbe stato troppo semplice così e, in ogni caso, se l'avesse trovata socchiusa dove avrebbe comprato il coraggio di chiuderla alle sue spalle?
Non era sola, aveva il mondo intorno a lei e non bastava per farle aprire le labbra oramai serrate. Come una promessa.
Ci provava ogni volta e, ogni volta, il sentire era quello della prima volta. Occhi chiusi, cuore in gola, l’indispensabile sulla pelle e violata dentro. Non l'anima, non il cuore: la carne. Quell'uomo, il marito, voleva così. Nascondeva dentro Giada la sua inadeguatezza, la sua debolezza, i suoi errori. Lei subiva e taceva. Accettava di farlo sentire uomo e non capiva che disimparava ad amare, a donarsi con il cuore colmo di sentimenti.
Doveva sentire anche quando non c’era che aveva potere su di lei, la costringeva a non scegliere, il piacere era diventato terrore. Giada si concedeva in silenzio alla forza di mani più forti delle sue, intanto, i suoi occhi diventavano cristalli di ghiaccio. Avevano perso il colore per il quale le era stato dato quel nome. Verdi come la giada, ora, tristi e freddi come l'inverno. Lo concesse dopo aver preso un impegno dettato dal cuore, almeno così credeva. Aveva solo 23 anni, cosa poteva sapere su l’amore? Quello che aveva visto sino ai tre anni successivi era solo l’inizio della vita, il mondo era tutto da scoprire o da soffrire. Perché soffrii da subito, meglio s’offrì di essere strumentalizzata, in modo irrazionale o consapevole di voler salvare colui che l'avrebbe fatta morire. Dentro.
Giada aveva la pelle bianca tipica delle donne con gli occhi chiari e la sua era particolarmente candida, sino a quando non rientrava suo marito.
Non erano perle quelle che la pelle sentiva, le perle non ricamano la pelle di segni, non diventa rossa in assenza di sole, nemmeno viola se non è percossa o strattonata con forza Le perle la scaldano, la coccolano, l’accarezzano e sprigionano amore. Questo sanno le donne sulle perle.
Giada aspettava che la porta si aprisse, quanto tempo passava ogni volta non riusciva a calcolarlo, sapeva solo il tempo dei suoi 23 anni. Acerba esperienza di giochi di potere. Non poteva capire che non erano giochi di potere ma di insicurezze, di certezze da prendere con inganni.
Tre anni e sei mesi per tacere, più o meno, un tempo abbastanza lungo per nascondere un indole così fragile? Ma dove erano tutte le convinzioni del suo cuore? Non sentiva, Giada, che, strette intorno al respiro, le lacrime scendevano sul viso e la carne del cuore lacerata dal dolore. Sgorgavano dalla sorgente verde, erano piante così piccole la vegetazione che la circondava, erano ramoscelli di siepi, come quelli di sua madre che le metteva tra le dita per distoglierla dal desiderio di voler essere presa in braccio.
Erano fiori, diceva la madre, intanto i passi incalzavano senza pensarci:
uno, due, tre, quattro, cinque. Giada, dal basso della sua innocenza, la guardava e la implorava ancora una volta con gli occhi colmi di lacrime. Le scarpe con il tacco sottile erano troppo instabili per prendere in bracci quella bimba. E i fiori appassivano nelle sue piccole dita.
Appassiva, ogni volta che veniva lasciata in attesa.
Le costrizioni non capitano, si subiscono. Credeva fosse troppo tardi per ribellarsi.
Giada ha una penna tra le dita, ora, il tempo di soffrire non è finito, sono passati trent'anni da quando ha smesso di attendere il rumore di una maniglia girata della porta d'ingresso, non ha più paura del rumore dei passi sul pavimento che si avvicinano. La penna brucia tra le sue dita, ora ha paura delle parole che la penna verga sul foglio. La portano indietro sempre, ed è sempre un dolore. Indimenticabile.
La vita si cambia, si cerca di migliorarla, di volersi dare più amore, il tempo per l’amore è adesso. Si deve solo dare a chi c'è. Sempre. ha bisogno che qualcuno ci sia.
La penna danza sul foglio dinnanzi a lei e prende forma un immagine …
" Ho voglia di parentesi intorno al mio viso, Di una virgola intorno l'angolo dell'occhio ad accarezzare le mie rughe, di un'esclamazione del cuore, di un punto fermo. Sulle labbra.
Dopo posso chiudere il libro. Per viverlo."
Da VOX ANIMAE III EDIZIONE

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