sabato 16 aprile 2016

CHARLES MECCHARLES

Ridere:
amabil lusinga che il cuor rallegra,
sottil anelito di profumata fragranza.
Ridere,
che mai direbbe che si può morir?
Ah, miei cari,
rider si può:
si può sbellicarsi in limpide risate
l'ingenuo stupir nell'ilarità celata,
dal riso può mancar l'alito respiro
e quando cereo t'affanni a ricomporti
per poi nell'abisso nuovamente sprofondar
in una contentezza improvvisa e infinita.
Si può ..
e si deve,
perbacco!
Perchè morir ridendo
è dar un calcio al terrore,
è profanar la falce funesta;
è chiudere in bellezza l'esistenza,
è tornar fanciullo ebbro di meraviglie,
è scacciar dai rimpianti ciò che non fu
per rider ancor infine degl'occhi suoi …
Ma,
non sia mai
sghignazzo verso chi soffre,
mai umiliazione nello sberleffo,
mai offesa è più infame
di chi per amor subisce.
E morir
d'amor:
avvizziscono l'incantate rose,
svanisce la speranza d'un riso
e se l'agognato amor è fuggito
muor di crepacuor il cuor avvilito.

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