sabato 6 febbraio 2016

CRISTINA PINOCHI



Capo chino
Mani stanche
Volto coperto di vergogna e disperazione
Umidi gli occhi
Sotto quei lividi neri
E giorni di dolore
Notti di speranze vane
Camminava lenta
Nella piazza della chiesa
Braccia coperta da maniche di seta
Per coprire la violenza quotidiana
Schiaffi insulti calci
L’ultimo compito
Poter dimenticare
Col suo bicchiere pieno di fiele
Tornava alla sera
Picchiando i gomiti sul tavolo
Inveiva bestemmiava
L’avvoltoio infame
che le aveva succhiato via la vita
Capo chino e cuore rotto
Vassilina camminava senza meta
Senza forze
Senza un Dio
Giorni di sole amaro
Finché arrivò quel treno che la portò lontano
Lontano col coraggio ritrovato
La forza del sorriso nuovo
Un tulipano bianco
E Tutta la sua Vita in mano

Cristina Pinochi
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