domenica 13 dicembre 2015

S'ODE IL NULLA, IN UN SILENZIO ILLESO (IRIS VIGNOLA)


Nel suo planare lieve, discende piano,
quasi pianto d'immenso, quella magia invernale,
col suo reale manto bianco, intender vuole
ricoprir quello che appar di sotto, tutt'intorno.
Le falde larghe e fredde, cadendo giù dal cielo,
s'apron allo sguardo acuto, che va scrutando,
con l'ardito pensier, tendente oltre il reale,
delineando ali, tal sì armoniose, ch'inducon
lo sfarfallio di candide farfalle piroettanti,
che vanno giù, a trovar posa su terra e mare,
su mani ignude, briose e leste,
sciogliendosi, d'istante, in brevi pozze acquose.
Panchine vuote, nel parco solitario, di neve ricoperto,
son gli alberi fantasmi bianchi, a fogliame perso,
mancan bambini a frotte, a far gaiezza,
favorendo il senso di tristezza ch'il freddo apporta.
Il pover'uccellin non sa che fare,
la neve infesta, non briciola di pane, da mangiare
le zampe gelide, come le piume son bagnate.
Atmosfera incline al gelo, smorzata dal profumo della legna
che s'arroventa, scoppietta e arde, in un camino acceso,
che sa donar calore...seppur non proprio com'il sole.
S'ode il nulla, in un silenzio illeso,
d'ovatta rifinito, a tal suono, l'udito si riposa,
un suggestivo impatto, per ogni cuor beato,
traente incanto da ogni sfumatura di ciò che è la natura amata.
11-12-2015

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