mercoledì 26 agosto 2015

CHARLES MECCHARLES



Ancor m'appari …
Parole rivelan l'immagine tua
specchiandosi nell'anima ferita:
come il ciel rifrange il lago.
Cheta l'acqua riflette
del ciel il brillio d'incantevoli stelle,
com'io misero derelitto,
tra mille verbi nell'ombra mi perdo
nell'orrida follia ancor d'accudirti.
È quel subitaneo
risvegliar emozioni
che ancor le gote arrossano,
di quel pudor nell'anima celato,
che incendia di profumo tuo
gl'istanti grigi e logori dell'esistenza.
Par
che d'ogni parola
messagger sia l'immagine tua,
il posar i begl'occhi di sottecchi,
del momento l'incanto impreziosisce,
annegando il tempo d'un attimo
in suprema eterna gioia!
E poi,
che sarei io
se al cuor rinnegassi il suo passato,
se dell'oggi estirpassi l'anima
com'erba velenosa
ch'avvelena l'intelletto?
Meschino
più di quel che sono!
In fondo
son prigionier d'un sogno,
ch'appar quand'anche non l'attendi,
a turbar la pace accarezzando i rimpianti.

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