giovedì 29 gennaio 2015

LA FAVOLA DI ALBA, LA PRINCIPESSA (HORION ENKY)


Oggi vi voglio narrare la fiaba della principessa misteriosa, che portava il nome di una rosa: Alba.
Una rosa a cui la leggenda attribuisce la nascita, nella notte dei tempi, dalla spuma del mare, insieme alla dea Venere, alla quale adornava la chioma fluente.
Come la Dea, Alba era una bellissima ragazza molto ammirata, ma priva d'amore, nel cuore. ...
Quando passava per le vie della città, emanava una lunga scia di profumo, dagli antichi e delicati sapori.
Fanciulla dalla statura piuttosto piccola, era ben proporzionata e, come ogni principessa giovane, aveva lunghi capelli, in specie i suoi erano lisci e neri.
Possedeva due occhi grandi e sognanti, che si perdevano sull’orizzonte del mare, andando a solcare le onde.
La sua fantasia la portava a viaggiare su di una nave pirata, navigando verso l’ignoto, immobile sulla prua, con la spada in mano, a gridare: nave nemica da conquistare,
indi, su di un’isola segreta, seppellire il tesoro arraffato.
Il re, suo padre e la madre, la regina, riflettevano sovente che al suo diciottesimo anno, ormai vicino, l'avrebbero voluta maritare con il figlio del re confinante, in modo da siglare, tra i due reami, un accordo favorevole.
Purtroppo, a lei, quel principe non piaceva ed il suo amore, a lui, non intendeva concedere e fu così che, nella notte, eluse le guardie della reggia, fuggì, imbarcandosi sopra una nave.
Il suo carattere, forte e ribelle, fin da piccina, l’aveva portata a seguire la disciplina delle armi, con le quali aveva imparato a combattere, sia con la spada che con l’arco e, come un uomo, le sapeva destreggiare.
Il suo cuore era impavido, non aveva paura di niente, era nata per comandare.
Dopo mesi di gavetta sulle navi, una sera tempestosa, insieme ad uno sparuto gruppo di pirati, decise di rubare una nave, in un porto.
Presto detto, subito fu fatto, una nave tutta per lei!
Il suo sogno si era realizzato, rotta ai Caraibi, all’isola della Tortuga, dove c’era il regno dei pirati, a cercare di formare una ciurma per abbordare le navi da derubare.
Passarono gli anni ed ella era sempre più amata e, da tutti, rispettata, la fama di dura si era fatta, anche se il suo volto sembrava quello di una fata, ma i suoi occhi rimanevano sempre tanto tristi, nel suo cuore non c’era l’amore sognato, di un prode guerriero che, con lei, condividesse le avventure e la cabina di Capitano, dove, solitaria, era solita dormire.
Facendo onore al suo nome, la mattina si alzava all’alba, per partire a solcare il mare, sulle rotte dei mercanti.
Ogni giorno era una battaglia, fatta di fuoco e fiamme e di lame incrociate, per rubare il bottino, ma quel giorno un fatto insolito e strano: nella stiva trova un prigioniero, un giovane bello e fiero, che non le parse fosse vero, tanto che lo liberò in un battibaleno.
Il destino aveva portato a lei il Corsaro Vero, del quale aveva sempre udito parlare, ma credeva fosse solo una leggenda, che i marinai ubriachi narravano, nelle notti sui ponti delle navi.
Dopo averlo liberato, l’invitò sulla sua nave e, incuriosita, gli incominciò a fare mille domande. Era stato fatto prigioniero dalla marina militare e, in incognito, in Inghilterra lo volevano condurre, per poterlo poi impiccare.
Si era battuto come un eroe, ma i nemici erano molti e così, alla fine, aveva dovuto capitolare.
Fiera era di quello che aveva fatto e di aver trovato l’uomo così tanto agognato tanto che gli offrì di mettersi in società, al che lui accettò ben volentieri.
Non avrebbe mai pensato di trovare l’amore, in mezzo al mare.
Impararono a conoscersi e il loro amore divenne così grande che diventò una leggenda, quella di Alba e il Corsaro Vero. Ormai stanchi di avventure e di vivere a battagliare sul mare, decisero insieme di far ritorno al, di lei, reame, che era pur sempre un posto ameno in riva al mare.
I suoi genitori, ormai vecchi, furono felici di vederla arrivare, pertanto li accolsero con grande onore, arrivarono a capire il grande errore commesso e videro, per la prima volta, la loro figlia felice e innamorata di un prode e forte guerriero.
Dalla loro unione nacque un bambino che, nel futuro, tesse le sorti del mondo e del suo destino.
Horion Enky

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