mercoledì 17 dicembre 2014

RACCONTI D'AUTUNNO (Antologia - Corso di scrittura)

Prefazione antologia I Racconti di Natale di Dario Folchi
Quando capitai per la prima volta dalle parti di Genazzano, un paio di anni fa, a tenere un corso di scrittura, mai avrei immaginato che questi luoghi sarebbero diventati a me così cari e familiari. Che avrei riconosciuto così tanti volti, e che così tante persone in rapporto al numero di abitanti avessero passione e talento nell'inventare storie, nel raccontare e nel raccontarsi. Quando Paola Bosca, col suo straripante e contagioso entusiasmo, mi ha proposto di tenere un corso di scrittura creativa per la cittadinanza di Genazzano e per la sua associazione culturale I Rumori dell'Anima, non ci ho pensato dunque due volte a gettarmi a capofitto in questa nuova avventura, e ora che siamo giunti all'epilogo di questa avventura non posso che essere entusiasta della scelta fatta a suo tempo.
Questa antologia nasce dal laboratorio di quel corso, per cui per presentarvi i racconti non posso evitare di raccontare brevemente il percorso che ha portato a scriverli.
Raccontare storie è qualcosa che facciamo ogni giorno, da millenni.
Scrivere è aprire portali, connessioni, interrelazioni. E' donare agli altri la propria piccola porzione di mondo, trasformare il proprio universo in storie, che possano in qualche modo rivelarsi utili agli altri, sollevare interrogativi, spunti di riflessione, generare emozioni. E' dunque un gesto altruistico. Che racchiude in sé però anche quel piacere tutto egoistico dato dal donarsi, dal sentire di aver fatto qualcosa di concreto e compiuto. E che può contenere in sé anche il potere catartico di una liberazione da fantasmi, pensieri repressi, verità difficili da dire. Un foglio di carta può essere lo specchio in cui guardarsi, il racconto il ritratto del nostro essere più intimo e profondo.
Ma scrivere è molto di più. E' un'azione antica, che dalla storia prende regole, convenzioni, tradizioni, radicata però nella realtà che viviamo, di cui prende linguaggio, conoscenze, stili di vita. Ed è proprio questo tratto d'unione tra passato e presente, proiettati a loro volta al futuro, a rendere i racconti qualcosa in grado di dare eternità alle nostre vite. Ogni racconto, anche il più umile, è un sassolino che lasciamo su un sentiero impervio a chi ci segue, un sassolino che consentirà a noi stessi di non smarrirci.
Non credo esista nessuno che ha il dono della scrittura. Certo, se parliamo di bello stile, musicalità, capacità retoriche, senz'altro esistono individui più dotati di altri. Ma non è quello a fare la forza di un racconto. Lo scrittore con lo stile più bello e fluido, se non ha nulla da dire, scriverà belle e fluide parole vuote: esercizi di stile, per l'appunto. Lo stile si può migliorare, abbiamo lavorato anche su questo nel corso, ma quello che conta più di ogni altra cosa è avere la voglia di mettersi in gioco nel trovare le nostre storie, quelle importanti, quelle che vale veramente la pena raccontare.
Non esistono ricette per creare racconti perfetti, altrimenti basterebbe studiarle per scrivere capolavori ed evidentemente, purtroppo, non è così. Esistono però degli elementi ricorrenti in una narrazione efficace, che se conosciuti ci aiuteranno a incanalare le nostre energie creative in un percorso in grado di valorizzare al meglio le nostre idee. E solo chi conosce profondamente qualcosa può tentare di allontanarsene, sperimentare, sovvertire. Lo scrittore è metà artista metà artigiano, e deve avere l'umiltà di riconoscere l'importanza e la grandezza della componente artigianale, senza sminuire il suo peso neanche per un istante.
Questo, innanzitutto, ho tentato di trasmettere nel corso. Già, il corso, dicevamo. Ne avevo da proporre quasi una ventina già strutturati ma, come è inevitabile che sia, nessuno di questi era quello giusto. In fondo, ideare un corso non è un gesto creativo molto differente dall'ideare un racconto. Deve seguire un percorso coerente, con un inizio, uno svolgimento e una fine, deve essere originale, non far annoiare, coinvolgere, mettere a frutto il proprio sapere e la propria fantasia, lasciare qualcosa di tangibile e, soprattutto, deve essere ben contestualizzato. Ecco, è proprio questa necessità di contestualizzazione che ci ha ispirati nel trovare il filo conduttore. Il corso è partito a ottobre, quando ognuno ha ripreso il proprio lavoro (almeno chi ce l'ha, purtroppo non è oggi così scontato), i bambini e i ragazzi sono tutti a scuola, le giornate si accorciano, fa freddo, e i ricordi dell'estate vengono gradualmente sostituiti da un unico grande obiettivo: le vacanze di Natale. Ed è proprio a ridosso di Natale che il nostro percorso è terminato. Immagino che a questo punto abbiate intuito il tema che abbiamo deciso di affrontare nel corso, anche perché è il filo conduttore di questa antologia: il Racconto di Natale.
Dunque non un vero e proprio genere letterario, quanto piuttosto un tema in grado di far creare racconti su una grande quantità di generi. Questo ci ha dato modo di toccare il racconto "classico", quello autobiografico, il gotico, il fantasy, il racconto per l'infanzia, il sentimentale, arrivando anche a toccare generi che invece possono prestarsi a una critica del Natale, quali possono essere il racconto umoristico, grottesco o di satira, o perché no giallo, horror, noir, poliziesco... I filoni sono molteplici, le libertà artistiche consentite dal tema hanno permesso a ciascuno dei partecipanti di dare sfogo alle proprie inclinazioni. Perché, lo si ami o lo si odi, il Natale è un evento entrato universalmente nell'immaginario, in grado di richiamare immediatamente degli archetipi, da accettare o rifiutare, comunque ben identificabili e di fronte ai quali è impossibile restare indifferenti.
Quando parliamo di racconto di Natale non possiamo non pensare immediatamente a A Christmas Carol di Dickens, capolavoro in grado di influenzare enormemente la cultura contemporanea, dalle infinite trasposizioni cinematografiche e televisive, che col suo protagonista Ebenezer Scrooge ha tra l'altro ispirato la nascita di uno dei personaggi di fantasia più amati al mondo, Paperon de' Paperoni, Uncle Scrooge nel nome originario datogli dal genio di Carl Barks. Personaggio che a sua volta ha fortemente ispirato un altro popolarissimo "cattivo" della cultura popolare contemporanea, il signor Burns dei Simpson. A Christmas Carol è un capolavoro perché, attraverso una storia fantastica, dai toni gotici, da vivere come una fiaba adatta a tutte le età, è riuscito a far passare nel sottotesto una critica feroce e spietata alla sua società contemporanea: un racconto-denuncia su povertà, analfabetismo, sfruttamento minorile, ineguaglianza sociale, egoismo e indifferenza. Un racconto da leggere su più piani, ognuno profondo e coinvolgente.
Ma non pensiate che Dickens sia stato il solo tra i grandi autori a cimentarsi con la tematica. Troviamo racconti e poesie di giganti come Alessandro Manzoni, Guido Gozzano, Gabriele D'Annunzio, Luigi Pirandello, Boris Pasternak, Dino Buzzati, Italo Calvino, Hirokazu Ogura, Leonardo Sciascia e tanti, tanti altri. A cui, finalmente, siamo andati ad aggiungerci anche noi.
Il corso si è articolato in sei incontri di tre ore l'uno, un'ora e mezza di teoria, in cui siamo andati a comprendere quali sono gli elementi che formano un racconto (idea iniziale, struttura, dialoghi, personaggi, stile, descrizioni e via dicendo) e abbiamo visto quali sono le peculiarità dei generi in cui potevamo declinare il racconto di Natale. Abbiamo affrontato gli argomenti in modo semplice, con molti esempi pratici, come è caratteristica dei corsi su cui mi sono formato, quelli della Scuola Holden di Alessandro Baricco, per la quale sono docente ormai da 5 anni. L'altra ora e mezza è stata dedicata ai laboratori di scrittura, in cui abbiamo fatto esercizi attinenti agli argomenti affrontati nella parte teorica e, soprattutto, ognuno, o quasi, ha prodotto il proprio racconto di Natale, che siamo andati nel corso degli incontri ad affinare e perfezionare, confrontandoci e contaminandoci. I partecipanti erano da tutta Italia, perché oltre che nella splendida Casa dell'Arte di Genazzano del maestro Eliseo Maccaroni, sono entrato nelle case di molti altri appassionati scrittori attraverso Youtube, che ha annullato le distanze. Anzi, a dirla tutta, Youtube ha annullato le distanza anche con i partecipanti di Genazzano in un paio di incontri saltati fisicamente e tenuti dal mio letto, perché ho avuto la bella pensata di fratturarmi un piede.
E ora, eccoli qua i racconti, come gesto conclusivo del percorso che ci ha visti impegnati con tanta passione ed entusiasmo per un mese e mezzo.
Quattordici piccole storie, in cui ognuno ha saputo interpretare il Natale, le tematiche, le sensazioni che gli provoca, in modo mai banale. Chi si aspetta di trovare quattordici fotocopie del racconto di Dickens, quattordici cloni dei filmetti di Natale che ogni anni ripropongono tutti i canali televisivi, ha sbagliato antologia. Sono racconti curiosi, fantasiosi, spesso aspri e cupi, in cui senza ipocrisie gli autori hanno messo la propria creatività al servizio di storie che rappresentassero schiettamente i propri sentimenti nei confronti della festività. Qualcuno ha regalato storie da leggere ai bambini, qualcuno ha fatto un tuffo nei propri ricordi, qualcuno vi ha ambientato delitti, qualcuno ha messo al centro del Natale la famiglia, gli affetti, e l'ha fatto in modi non sempre troppo clementi, un paio si sono cimentati in racconti storici... Non vuole essere un tiro al bersaglio nei confronti del Natale quest'antologia, ma non vuole essere neanche la raccolta patinata e rassicurante da edulcorare con facili buonismi e sentimentalismi che troppo spesso viene proposta. La speranza è presente in molte opere, il messaggio è spesso edificante, ma non chiedete ai nostri giovani autori di aderire a cliché, perché, anche se inesperti e spesso alle prime armi, odiano i conformismi e sanno bene quello che vogliono. Ed è anche per questo che in quelle settimane di corso si sono instaurati dialoghi e rapporti così intensi e profondi. Perché dietro questi bei racconti ci sono persone ancora più straordinarie, dall'umanità incredibile, dalle vite spesso difficili, animate da un'unica grande passione per la narrativa. Qualcuno prima d'oggi da semplice lettore, qualcuno che ha già consumato decine di cartucce di toner, penne, migliaia di fogli A4 e pagine di diari e quaderni. Tutti ce l'hanno messa tutta per donarsi e donarci il proprio piccolo pezzetto d'eternità, e per molti di loro sono certo che non è che un inizio, o un nuovo inizio se preferite.
Troverete infine nell'antologia anche un mio racconto autobiografico inedito sul tema natalizio, perché è giusto che il primo a mettersi in gioco sia io stesso, e volevo regalare ai partecipanti la soddisfazione di pubblicare insieme al proprio insegnante.
Bene, credo di aver detto tutto. Ringrazio ancora Paola Bosca, I Rumori dell'Anima, La Casa dell'Arte ed Eliseo Maccaroni, la città di Genazzano, i partecipanti al corso che hanno scritto i racconti di questa antologia e quelli che per vari motivi non hanno potuto prendervi parte, e tutti voi che avete acquistato questo volume e lo leggerete.
info: ass.irumoridellanima@gmail.com

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