domenica 14 dicembre 2014

CHISSA' SE LA POESIA (libro) di ELEONORA GITTO)

Nella scrittura della Gitto c'è quasi sempre qualcosa di antico, sia nelle poesie che nei racconti. Forse è questo il minimo comun denominatore che tiene insieme, che lega le esperienze di vita della scrittrice. E c'è un elemento catalizzatore, che attira la prosa e la poesia: la mitologia dei personaggi descritti, annegati nell'immaginario totale di una fiaba, bisognosi di una virtualità totale; oppure quelli più reali, secolarizzati, ma anche essi in cerca di una proiezione mitica che travalica a ogni piè sospinto le righe.
Non esiste quindi mai il reale, a ben vedere, ma esiste un'esigenza immaginifica che, anche quando sembra sopita, striscia malevola sulle pagine, si nasconde e poi riesce fuori.
Specialmente i personaggi femminili, si sciolgono sovente in direzione di un'astrazione totale. Quando gli stessi personaggi non riescono a essere sufficientemente astratti, viene in loro soccorso la natura, nella quale e con la quale sono coinvolti.
Ma attenzione, anche se i protagonisti sembrano a volte essersi quasi annullati in una nuvola o nell'incanto di un mare bello come un dio greco, le persone conservano una loro propria individualità, stanno, marcano il terreno e vi lasciano qualcosa di potente sopra.
A condire il tutto sono le esperienze della scrittrice e poetessa, che vanno dalla percezione forte ed estatica della natura, agli affetti del cuore, alle esperienze politiche, all'impegno femminista "intelligente" e mai grossolanamente ideologico, ai ricordi dei giochi da bambini.
Poi c'è il legame con la terra, la propria terra. La scoperta e la riscoperta dei luoghi nativi sono vissute non in maniera estatica o celebrativa ma naturale. Un micromondo dove semplicemente si avverte che il senso di appartenenza alla terra è un elemento costitutivo di ogni scritto. 
Accanto al mare e sotto quei monti spazzati a vento fresco o violentati dai fumi caldi dell'Africa, sta semplicemente la Magna Grecia. Dentro i colori del mare della piana sibarita, c'è l'inizio del mondo inteso come inizio della civiltà. Stretta in quel mondo di flutti, di pianura e di monti, vario, variegato, è una culla di pensiero che la scrittrice non sempre descrive, ma che è fomite di ispirazione nascosta e al contempo presente.
Un lavoro, questo, dedicato a un padre "formatore" che ha insegnato in maniera così forte a vivere, dall'alto di una "semplicità" così marcata da sfiorare l'intolleranza al contingente, al non necessario. E per questo è personaggio mitico anch'egli, per eccellenza, perché dalla sua formale intransigenza nasce l'onestà, di cui la Gitto sente sempre il bisogno. Dal suo contrario, dalla reazione al pragmatismo, vale a dire dalla libertà, fortunatamente nasce la poesia.

"Chissà se la poesia" è un dubbio che viene sciolto quasi subito leggendo questo lavoro, perché la poesia riesce nel suo compito: quello di aggiungere qualcosa d'importante alla vita. 
(prefazione di Stefano Faraoni)
per info: ass.irumodellanima@gmail.com

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