lunedì 16 settembre 2013

CANDIDA LILITH. (CLAUDIO DI PAOLA)

( Peccato invisibile
sulla pelle,
come questa terra,
come la noia,
come donna..,
legge della mia anima )

Aspetto il tuo passare di donna
con il cappello in mano e lo
sguardo annegato in riflessioni
che riempiono le nostre rughe.

Tu sei la donna primordiale
la mia candida Lilith, il peccato
migliore prima di conoscerti,

il seno da dove ho succhiato il
pieno respiro, il colostro che ha
colmato il mio quotidiano vivere.

Una goccia del tuo sudore diventa
prima fonte viva e poi tormenta, sotto il
segno breve di questa tranquilla dimora,

di colpo, la tua figura si avvinghia
in un cammino di fogli scritti e poi
si nasconde fra le parole naufraghe.

Sei una parte chiusa di me che
nasconde rottami lasciati dai
tanti limiti auto-traccianti e

col tuo occhio corporale rimani
lì a nutrirmi di argini rotti.

Vorrei stracciare questo strano
mondo fatto di catrame caldo sui
tetti e ti seguirei, per sentirti rubare.

Claudio Di Paola

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