mercoledì 8 maggio 2013

STORIA DI UNA MATITA DI MARA TURDO.


Eravamo in tante, ben levigate, lunghissime,
punte fiammanti e fiammante la mia voglia di iniziare la mia piccola opera
ero felice
immaginavo già tanti banchi di scuola,
tante poesie da imparare
tante versioni di latino
tanti temi da ricopiare,
eravamo in tante e nella sofferenza della trasformazione.
c'era nell'aria la forza di riuscire
ed eccomi pronta
finalmente!!
ho salutato le mie compagne, ci siamo augurate tante parole,tante scuole, tanti esami e il sogno più ardito
l'università
ci saremmo persino riviste un giorno, l'una senza escludere l'altra, stupendo futuro
ero appena partita e già mi persi nei più fantastici sogni della mia giovane vita
mi vidi acquistata da un bimbo anche lui alla prima esperienza
poi mi immaginai invece con estremo orgoglio segnare i tratti più incisivi dell'amata divina commedia
oppure i versi più famosi del grande leopardi
oppure i versetti più profondi della sacra bibbia
ero soltanto una matita
ma le mille possibilità che mi si prospettavano mi emozionavano
ero fuori di me
poi la mia immaginazione mi portò sul tavolo di un abile architetto, proprio così
ero proprio io
e stavo per tracciare le linee di un grande parco e ogni linea era una conquista
ero una stupenda matita
e stavo per progettare palazzi, case,scuole, giardini
e tutti mi avrebbero amata ed apprezzata
ma se mi fossi trovata sulle delicate dita di uno scrittore
avrei persino ispirato le sue idee e delle sue parole ne avrei fatto delle trame
immaginai, immaginai tante strade
tutte ricche di poesie e successo
continuai a cavalcare sulle mie fantasie
mi vidi trascrivere delle note dal timbro caldo e melodioso; pianisti, flautisti, violinisti, violoncellisti
avrebbero letto e suonato quell'armonia di note trascritte da me
matita semplice, nuova e felicemente ambiziosa
mi vidi poi scrivere frasi d'amore
che grazioso utilizzo
ne ero felice
e continuai ad immaginarmi fra le abili dita di un caricaturista e divertita saltai tra le dita di un dolce poeta
scrivevo i suoi pensieri e di getto trascrivevo le vere emozioni del suo cuore
avevo appena finito il mio lavoro e questi sogni
sarebbero presto diventati realtà
ma mi rendevo conto del lungo cammino,
una gioiosa vita,
un progetto di crescita, di accrescimento,
si, ero sicura, ma sarei stata felice anche su un banco di prima elementare
ero più forte, ma forse non abbastanza per affrontare la vita, non la conoscevo in fondo
ho creduto di vivere, ho creduto nella giustizia,
alle cose vere, pure, alla forza di farcela sempre e comunque
ma la vita e' un essenza, ce l'hai ma non la tieni
la respiri
eppure non esisti
dei miei sogni ne ho fatto un falò e dei miei desideri
una pacca sulla spalla
adesso sono qua
sono una matita nuova ambiziosa
fiammante
ma ficcata dentro una pianta di basilico
a far sostegno al suo "stelo"
ero giovane, piena di vita,
piena di progetti
adesso poserò le mie speranze sotto questo chilogrammo di terra
con essa vivrò e per essa respirerò
nei giorni vuoti delle mie immaginazioni.
(Mara Turdo)

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