martedì 10 dicembre 2019

NOTTE di ANNA GARZIA

Notte
Divino incanto
è la notte
Col suo inchiostro nero
scrive i sogni
di un paese intero
Poi li lega uno ad uno
alle stelle
perché possan
diventar cose belle
Non s' affanna
per ciò che è vano
la notte
di ogni pensier
ne fa tesor
cullandolo
al dolce suon
di un carillon!
A.G.

CESARE MOCEO

Cosa sono io? Un uomo degno del mio nome?
Così
a volte
mi ritrovo senza saperlo
in un ininterrotto srotolarsi d'emozioni
con le quali impongo interruzioni
alla mia coscienza aggrovigliata
E scelgo i migliori giorni
per scrivere la storia della mia interiorità
facendomi bastare due minuti di confidenza
come se la conoscessi sin dalla nascita
e contrastare con l'ignoranza
che non mi fa apprezzare la conoscenza
sentimento ambiguo ma tenace e sincero
dal potere aspro e vergine
quasi una grottesca simulazione
del mio capire
.
Cesare Moceo poeta di Cefalù
Destrierodoc @ tutti i diritti riservati

ORIETTA ROMANATO


Quel frangente di tempo dove tutto si azzera.
Quando il sonno diventa risveglio e le lenzuola fredde accarezzano la pelle calda di sogni.
Un dormiveglia pigro, di quelli fluidi, composto da capelli aggrovigliati e palpebre semichiuse.
In quell'istante la notte si fa chiara, accarezzando i seni di albe silenziose.
In quell'attimo i sensi nudi perdono la nozione del tempo, lasciando posto alle dita che frugano cercando l'anima.
Il sesso si fa lento, senza la fretta della voglia che preme.
Tutto è a rilento.
Carezze, dita, labbra.
Occhi, sospiri, sguardi.
Odori, sussurri, sorrisi.
Il fiato si spezza e afferra il vuoto.
La mente cede e il desiderio si fa carne.
Quel frangente di tempo dove l'amore fa silenzio.
Solo i corpi parlano il linguaggio del sesso.
© - Orietta Romanato
Copyright - Legge sulla proprietà intellettuale
n. 633 del 22.04.1941
Poesie di Orietta Romanato
è concesso in licenza con licenza
Creative Commons Attribution-
NonCommercial 4.0 International
© - PH Antonio Girlando - Photo dal Web

NEVE di ANDREA ABBATEPAOLO

NEVE
Vorrei essere come la
neve per coprire la
distanza che mi separa
da te...
Vorrei essere neve per
nascondere tutti i miei sbagli,
tutti i passi falsi che ho
fatto per vedere un alba
dentro la mia esistenza,
per vedere il senso della
vita dentro uno sguardo.
Vorrei essere la neve che
ti raffredda per poterti
riscaldare in un abbraccio
che mi faccia sentire il
Natale dentro la mia anima.
Vorrei essere neve per
ovattare la tua vita dal dolore,
ma soprattutto vorrei essere
neve per imparare a cadere.

NEBBIA di ALESSANDRO CATEGORICO GIANNASI

NEBBIA ....
Beffarda ed implacabile
Quasi gocciolando
al limite del giorno...
Satura del niente e vuota del probabile,
La nebbia di metà febbraio
al suo ritorno...
Senza una apparente spiegazione
ad un tramonto ricolmo di sguardi,
Si spegne un altro nuovo giorno
In preda ai soliti e sconsiderati azzardi...
16/02/2017 Alex
Foto personale

SONO IL PIERROT di VITTORIA NENZI

Sono il Pierrot
“Signore e signori lo spettacolo continua,
sono il Pierrot dalle risa insanguinate,
toccate, genti, toccate il petto mio,
brucia e fa male eppure batte forte”.
“Tu bimbo con il ciuffo sbarazzino,
appoggia la mano sul mio occhio,
asciugalo dal sale e bagnalo di sogni,
cieli azzurri, fiabe e voli d’aquiloni”.
“Tu donna che pretendi da un clown conforto,
strappami il cuore quando per te rido,
tu che sai cosa vuol dire morire,
prestami il filo a rammendare l’ordito”.
“Ragazzo, mio bel ragazzo dai capelli ricci,
chi ti ha rubato di gioventù il sorriso,
chi ti ha cucito l’amaro sulle labbra,
vomitandoti addosso il fiele di sconfitta?”
“Fanciulla d’oro placcata dal tuo sole,
tingi le chiome color di ciclamino,
lascia volare l’amore di un solo giorno,
la vita è un’altra cosa, aspetta il mattino”
“Vecchio che tendi le mani di blu striate,
afferra l’attimo tiepido del tramonto,
cogli il ciottolo più bello del creato,
lancialo in alto a ricordare il passato”
“Sono il Pierrot che ride e balla,
sulle tremanti punte insanguinate,
sono il Pierrot che si mostra eterno,
accorrete genti aiutatemi a morire:”
Vittoria Nenzi @ t.d.r.
Immagine da web

DANIELA COBAICH MASCARETTI

Click 2019–un quadro... omaggio a Cattelan
Una banana, gialla, matura...
Le gatte miagolanti fanno le fusa
e i gatti sbattono la coda
La luna è lì, meringa soffice, appetitosa
Con la maiuscola o con la minuscola...?
Non so decidermi, è tardi e ho fame
Ma è firmata—è carina— è seducente—
è un frutto, un ostaggio sul muro, significato nascosto...?
Siamo tutte banane innocenti “ nell’isola che non c’è “
i banani si piegano e ti offrono il frutto di sole
Dai” Cattivissimo Me “ insegnaci!
Banana...sento il gusto polposo, e le mie labbra
ancora trattengono il sapore...che dolce è ancor il ricordo
—la via è smarrita— è solo un quadro—
la mela è avvelenata...la mela della strega rossa sontuosa,
o la mela del paradiso perduto—la banana—Maurizio
il tuo ultimo splendore!
Sempre ritornano le scatolette di “ merde de artista “
impilate piramidali anni sessanta, significato perso per i più..
Ti ho detto Alice: si dice pupú — non te lo dico più
Siamo tutte banane osannanti, rivolgiamo preghiere
alla banana, fermerà le formiche ma non gli elefanti,
ne i nuovi Hitler...banana live: un quarto di Rhum,
un quarto di egocentrismo, una banana matura gialla,
è una spruzzata di lime, verde “ naturalmente”
poi scuoti tutto e schiaccia con il piede
Appendo al muro— ma non so—
già tutto è stato detto
Daniela Cobaich Mascaretti
SP2019
Hopper

LUCE e CANDELE di LUCA AGOSTINI

Luce e candele
Sogni nei sogni e dei sogni
mente direzionata nel limbo dell'anima
Sogni e futuro
un amore simbiotico
resto vivo
scaldandomi la vita
soffiando aliti e sospiri
Riluttante, l'inconscio,
domina nei sogni
e vomita e ingoia
il suo stesso intento
Di sogni nei sogni
non ricordo mai il volto
il mio ne assorbe i riflessi
al mattino, il sole è luce
Ad occhi aperti..no
non riesco a sognare
perché intento
nel servire
quelli della notte!
agostiniluca©/R ■
2019t d.r
Foto dal web

LIVIO GEC

violetta stretta
nel ghiaccio dicembrino-
inno alla vita

E’ NOTTE di GIORGIO BISIGNANO

E’ NOTTE
Cadon le foglie giù dal cielo
sembra non smettere
questo imperversar
di spoglio

Luci brillano sul mare
silenzio greve
anche nel porto.

Scivolano i passi
sul percorso rosso
ingiallito di foglie
a cumuli ammassate.

L’inverno incalza
ma alberi tenaci
non voglion lasciare
il loro manto giallo.

Erta la strada
che conduce al monte
E’ notte
nemmeno i gabbiani
fanno più rumore
lento il sentire
d’accorati passi.

E’ notte buia
sul sentiero aspro
cupe ombre volteggiano
sul selciato, cheto il vento
solo un sussurro.

Perchè mi trovo qui
nel cuore della notte?
A mirar nel cupo
la bellezza sfumata dalla mente
d’un lieve sussurro di vita
che alita lontano?

Troppo lontano
per i miei occhi stanchi
ad inseguir miraggio
nella notte fonda.

Lontana è la fantasia
di ciò che sembra
e ciò che purtroppo
conta.

15-12-2013
Giorgio Bisignano
(foto web)