giovedì 20 luglio 2017

LA POESIA SARÀ LE MIE ALI di PATRIZIA LEONELLI

Quanto dolore raccolgo
da questo povero cuore
intriso dai non colori,
seppellito tra la sabbia
delle tue parole spente.
E calerò il sipario
su quelle lacrime,
si scioglieranno allo sbocciare
di nuovi sorrisi.
Non li lascerò cadere
li asciugherò con il sorgere
di una nuova aurora.
Camminerò su altre vie
superando le giungle
dell'anima.
Arriverò in cima
ed allora volerò
tra le nuvole.
Coi pastelli dell'amore
disegnerò'
un nuovo arcobaleno,
mi lascerò cullare
dai respiri del vento,
dal canto dei versi
mi lascerò accarezzare
e tu!
sarai le mie ali
o dolce poesia.
@copyright diritti riservati
Patrizia Leonelli
Foto dal web

BACIATI NELL'ANIMA di LUCIANO ZAMPINI

Bagnerò i miei occhi
delle tue lacrime
vedrò il mondo 
con il "sale" del tuo cuore
userò i riflessi
di cristallo
per colorare
ogni tuo passo
sarò il vestito
che indosserai
nella mente
ogni mattina
ancor prima
di affacciarti al "mondo".
©luciano zampini/registrata

MAI CON UN POETA di GIORGIA CASTELLANI

Non giacere nella notte 
accanto a parole scritte 
mentono e si dissolvono 
al primo soffio di vento.
Non credere alle sue lusinghe
mente aprendo cassetti di lontane memorie
facendo credere siano inedite.
Fuggi via da emozioni di cadenze
studiate, riciclate come inutili regali
riposti in angoli a prender polvere.
Non fare l'amore con il poeta
ne scriverà ricordi per avere applausi
per porre un sigillo di conquista
ed appendere al muro pergamene
senza nome.
Lascia quella strada di nuvole
se proprio devi
non credere.

VINCENZO MESSINA

*** Ciao , dimmi la verità 
non sei anche tu preoccupato
non stai anche tu sulle spine
non vorresti sapere cosa succede ?
io sì ! e tù ? ***
Ma chere'*
Ne' guagliù' ma che succies'
ma chere chest'aria oscura
chistu tiempo s'e mpazzuto
no! nun se capisce chiù ...
Chistu cielo accussì nire
nun nce sta dint''o passato
stamme tutte appaurate
nun sapimme a che penzà'...
'Sti nutizie sò' allarmante
pure ind'o Telegiornale
quanti guaie c'a a cumbinato
Chistu brutto temporale...
Nun vurria ca pe' pazzìa
quaccheduno sta nventanno
qualche cosa assaje putente
ca p''e gente e'nu malanno ...
Vincenzo Messina

SAPRAI di HORION ENKY

Saprai da me molte cose, 
saprai delle mie speranze e delle visioni a distanza. 
Ti racconterò del tuo futuro e del tuo passato da te dimenticato. 
Di un mondo da salvare e le guerre da evitare,
saprai che l’uomo dentro di se ha un cuore
e lo deve imparare ad usare per diffondere l’amore
e non lasciarsi lusingare per poi perdersi
ad imparare e cantare filastrocche
che le ombre gli bisbigliano alle sue spalle.
Sol un pensiero avrai sempre racchiuso nella tua mente,
quello della luce e del suo cerchio,
se lo seguirai ti illuminerà senza udire nessun frastuono,
perché non è il rumore che da sapere,
ma solo la luce che ti illumina ti può far vedere,
quante cose devi imparare per diventare saggio
e non un bieco uomo di potere.
Alla fine così saprai che tutti camminano su di una lama sottile
la quale divide in egual distanza il bene e il male.
Quindi da me non saprai se ti avrò insegnato tutto o niente,
fin quando con le tue gambe non avrai imparato a camminare
e con la tua tresta pensare,
perché solo così capirai che tutto quello che dovevi sapere,
era da sempre dentro la tua mente.
Horion Enky

INTERMEZZO di ARAN LUKAS


Carico
come un mulo da soma
trascino i miei passi
lenti ed insicuri
in questo giorno morente
Anelo solo il riposo
dentro e fuori
ed una rosa rossa
e profumata
da accarezzare
© 2017 Aran Lukas

IL SILENZIO di MILLE PAROLE di GAETANO COGNATA

Non guardarmi così!
Non guardare oltre me.
Guarda se vuoi
Ma guarda dentro me.
Mille parole
Sono un grande silenzio
Se il tuo cuore
Ascoltare non vuole.
Io sono qua
Vivo e sogno,
Esisto, amo.
E se vuoi...
Ti sarò vicino
GAECO 19/07/20 17
(Scritto nel 2015)
Diritti riservati

PRIMA DEL BACIO di PAOLA BOSCA

Nel mare di Proteo affondano i segreti dei primitivi amori
tra le onde si odono i canti delle ninfe innamorate
sono aliti d'argento che sfiorano la scogliera
tracciati nel fondale pallidi volti farfugliano vita
quando soffiano dentro la conchiglia marina si alza la tempesta.
Qualcuno vuole vedere il volto di Dio
altri barattano l'anima con il demone
e il caos s'impadronisce del creato
una zingara giura di saper leggere il destino
trenta denari bastarono per dare origine al delirio.
Un giorno entrerai nel letto
e vorrai accarezzare il mio sorriso
devo avere il tempo per leggere la tua pelle
chiudere la luce e fiutare il cuore
il mio è appeso con un cappio al collo.
Conosci la leggenda di Scilla?
ma si, quella ninfa che la maga Circe tramutò in un mostro latrante
e fu poi trasformata dagli Dei in una caverna divoratrice di marinai
ansimo parole e fisso il vuoto per non inciampare nel tuo sguardo
m'incuti quella agitazione che preme sulla bocca prima del bacio.
Confido alla notte il tuo tepore.
© Paola Bosca/registrata

TUTTO QUELLO CHE RESTA di GIUSEPPE SPADERA


Solo il vento potrà strappare con forza
i frammenti di vita che hai dimenticato,
senza curarti di loro.
Si nutrono del passato
sulla strada del tempo inverso,
per un viaggio al contrario
ogni volta che ti cerco.
Ed è tutto quello che resta.
Il profumo di ciò che non muore mai
e nemmeno invecchia
tra le cornici appese alle pareti
di un tramonto eterno e dorato,
dove nasce una nuova lacrima
per ogni parola d' amore pronunciata.
Chiudo la porta al passato,
apro il cuore al presente,
accolgo tra le braccia,
la speranza che sarà.
Forse non è tutto perduto.
Tranne che per quel ti amo.
Che chiuso nel cuore da troppo tempo,
ancora aspetta di poterti abbracciare.
Giuseppe Spadera

ANTONELLO VANNI


Come la sabbia del tempo,
che scorre e fluisce inesorabile,
così tutto scorre.
Le gioie, il tedio,
i dolori di cicatrici
mai realmente rimarginate,
riaffiorano...
nel mentre l'orologio corre.
Vorresti fermare quelle lancette a tratti,
e a tratti vorresti frantumarle...
Poi, apri il cassetto dei sogni,
si accendono i colori
e le immagini scorrono ancora a tinte forti,
indelebili, lì, ove nessuno può più cancellarle.