mercoledì 18 aprile 2018

LIVIO GEC

alba ridente -
al canto della cincia
gioisce il bosco
Paola Bosca
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L'APPARTENEZA di HELENA MALACHOVA'


L'appartenenza
Tra le stelle mi precipitai,
in esse riversai angosce e sogni.
Calcolai le distanze degli asteriodi
dalla Terra minuscola,
dalla Terra presuntuosa,
dalla routine ignara delle formiche.
Lessi le profezie e l'Apocalisse riga per riga,
poi strappai le carte celesti e il domani.
Immaginai Giovanni sull'isola in preda alle visioni,
mentre scambiava nuvole di passaggio per draghi.
Morii in un cielo vuoto,
rinacqui sotto un firmamento conosciuto.
Le formiche, prese dalle loro faccende,
non alzarono gli occhi.
Mi stesi sull'erba, noncurante di loro,
e osservai il divino spettacolo:
gemme infilate sulle corde della notte,
nebulose familiari, solitarie comete.
Gocce di luce s'infrangevano sulla mia fronte,
afferrai l'immensità con le mani,
e provai tenerezza infinita per l'umanità,
per i formicai e tutto quel viavai,
che lotta e calcola e spera.
Per chi accetta l'inconsapevolezza.
La ragione comprendeva l'utilità del loro affanno
e l'inevitabilità della guerra,
ma la nuova metà dell'universo rivelato non capiva,
non capiva l'odio e la paura.
Sul filo d'erba camminavano le stelle,
a due passi dall'abisso,
e io ci stavo comoda.
Helena Malachova'

IDIOPATIE PERSISTENTI di CESARE MOCEO


Idiopatie persistenti
La maggior mia felicita'
e' di aspettarmi
per seguirmi 
nei miei viaggi della mente
E dialogo con Voi
miei compagni d'avventure
gia' esperti
che m'aiutate
a superare le mie idiopatie
attraverso universi
di stelle splendenti
che spazzano via dall'anima
la caligine cieca
che avvolge il sapere
.
Cesare Moceo destrierodoc @
Tutti i diritti riservati

LUCA AGOSTINI

ma non so cosa sia accaduto, ero nel cielo ed ho perso le ali
e mi ritrovo qui in questo luogo ove le ali non hanno valore,
cosa farò, che m'inventero' ?
Amo il colore bianco e sfumarlo d'arcobaleno ,
dal cielo blu m'aspetto le mie ali....
Canto d'usignolo e rondini a schiamazzo,
respiro odore acre che prigioniero mi costringe ......
Non so camminare ma volare , di nuvole bianche e croccanti fulmini mi cibavo il cuore ed ora cosa farò?
Mi manca il blu , il sole come padre e la pioggia come madre , ero libero ed ora non più !!
Sono uomo , non più
sono padre , non capisco ancora , certo è che non è mio questo odore di terra che mi punge l'anima e le mani e piedi ..........rivoglio le mie ali e tornare libero !!
Sono figlio , questo si e tale mi sentirò , del cielo che non ha regole , delle nuvole fratello e tu , luna sorella, t'amo perché accompagni il mio mare quando ha voglia di cantare e ti esorto. .......rendimi le mie ali !!
agostiniluca■2018

GUERRA di HEROS MAGRI

“guerra”
,,, non hanno colpa se son morti
Sulle loro tombe non si spargeranno
Né pupazzi né fiori
La vita è un’avventura splendida ma
È labirinto tortuoso,
il male può essere dietro ogni angolo
Sotto forma di ombra, sotto qualsiasi forma
Scoppia tutto in un attimo
Te ne accorgi solo
se il respiro ti è rimasto
Dal fumo dell’odio
Dai tuoi polmoni pianto
Può ancora vedere?
Aspetta non farlo
Hai sulla pelle cenere e chissà cos’ altro
Accanto a te le mani d qualche compagno
Ancora aperte per ricevere un pallone
Ancora chiuse a pugno per disegnare
Disegnare il mondo forse
Ma non certo questo
Non certo un mondo dove
Il maggior azionista è la guerra
Dove ogni persona paia essere comprata all’asta
Da una ricca, avara, disinteressata Morte…
#magriheros
©ognidirittoériservato
Paola Bosca

martedì 17 aprile 2018

OGGI di MARINA MARINI DANZI


OGGI
Troppo secca e netta
la luce che taglia il buio
e divide il bianco dei gradini di marmo 
nuova luce di cuori
Troppo tenero e verde
il germoglio tra i neri rami
dell'odoroso tiglio
prepara l'ombra di dolci e segreti abbracci
Troppo viola il glicine
sommerge le grate, rompe ogni schema
e di tutto fa vita
vita che vibra,
brulichio di girini nello stagno
Mi sento nuda e indifesa
viva e morta
sento ogni cosa
anche questa mia stagione finita
Ticchettio nel silenzio
risuona il ghiaccio che cade
come frastuono di cascata
nella grotta più' profonda,
goccia che scava
e leviga la ruvida pietra
Lontano il mio mare
di onde e di sale
che mi travolge e mi culla
Dovrai cercarmi
in questo lungo inverno
Scorro ancora
ruscello celato
sotto un manto di foglie rosse
Troppo dolce e' il sole
prima della prossima notte
#MarinaMariniDanzi
17/04/2018
Foto e testo riservati @

ALCIDE SANTALUCIA

Sensazioni
Nuvole minacciose
Su fiori e rose
Gocce pungenti 
Come lagrime gaudenti
Primavera tarda
Che all'occhi si barda
Sensazioni effimere di certe primavere
Non reali da sembrare poco sincere
Ma all'improvviso il sole con il suo tepore
Apre ad una sensazione di nuovo amore
Roma, 17 Aprile 2018 Santalucia Alcide

SE CAPIRAI di FEDERICA VANNACCI

SE CAPIRAI
Posa la mano sul mio cuore e conta,
non i battiti ma i giorni prima di te,
quelli in cui fu plasmato,
nutrito, umiliato.
Ascolta il tempo
in cui amò e fu deriso,
il lacerante dolore
che lo fermò.
E se capirai,
placane il ritmo ansioso,
quell'insana paura
di perdere di nuovo l'amore...
Federic@ Vann@cci
Paola Bosca

LA DANZA DEI COLORI di IRIS VIGNOLA


LA DANZA DEI COLORI 
Grigio assoluto, nel mattino nascente,
tenebra oscura, nel pieno giornaliero.
Di neutro colore, il mondo mio s'è appropriato,
rispecchiante le spente tinte desolate
di cui è pregnato il mesto silenzio.
Tetra spirale, carpente lo spirito avvilito,
già, d'accorata solitudine, circuito.
Ma, per sorprendente incanto...
d'espressione colorata, un'esplosione, in me e attorno,
nello scoprir il tuo sorriso,
che, improvvisamente,
da spira carceriera, m'ha strappata,
disgregatasi all'istante, magicamente.
L'avvolgente magia, sorgente dall'amore,
tinteggiante la mia vita,
fa risplendere, per me, il sole, d'oro rilucente,
infervorante la Terra, che gli si concede,
sua anima gemella.
E consegue che il verde dei prati, s'accende,
dei fiori, si ravvivan pigmenti
e, dell'acqua marina, il blu turchino,
sottratto al cielo in un saccheggio continuo.
Rosso passione, colora le mie labbra,
quando, alle tue, s'avvicinano per un bacio divino
trascinante l'anime in volo sull'iridescente arcobaleno,
attirate dalla danza dei colori,
toni policromatici di cui c'inebriamo,
attendendo la notte e lo spuntar della luna.
Giunta, imperturbabile, ci scruta,
magari fingendo,
giacché par sorriderci, inondandoci d'argento.
© Diritti riservati/IRIS VIGNOLA
25-04-2014

CLANGORI DI SILENZIO (LIBRO) di MAURIZIO ALBANO

Prefazione

(cit...) «Morii come minerale e divenni una pianta; morii come pianta e divenni animale; morii come animale e fui uomo. Perché dovrei temere? Quando diminuii morendo? E tuttavia, ancora una volta morirò come uomo per elevarmi con gli angeli benedetti; ma anche lo stato di angelo supererò […]» JALALU’L-DIN RUM, POETA MISTICO PERSIANO (1207-1273.)
In natura l’energia non può essere creata o distrutta, si limita semplicemente ad assumere altre forme.  Allora se l’energia della nostra anima non può essere distrutta, il concetto rinascita riconducibile a diverse filosofie, potrebbe avere un senso?  Può l’anima tornare e reiterare la propria esistenza fisica, in luoghi ed epoche diversi, al fine di conseguire livelli di comprensione e consapevolezza sempre più elevati?Partendo da un'ipotesi così affascinante, si può analizzare il “viaggio” nei Clangori di silenzio che Maurizio Albano ha intrapreso alla ricerca della propria evoluzione, basandolo sui ricordi e le percezioni. << Lo so, bisogna solo guardare avanti, non distogliere gli occhi dal presente, perché questo è ciò che si vive, è questa la realtà in cui si è immersi, è questo ciò che è reale! Ma il ricordo è come un buco, per quanto tu lo possa coprire, sempre buco resta, e quindi è lì…è coperto, ma non è “riempito”>>.Suddiviso in tre sezioni, giocato in chiave ossimorica già nel titolo e nella forma di poema moderno, tra poesia in prosa, ripetizioni di ritmi, metafore e similitudini, il nostro autore si muove in uno spazio temporale che potremmo definire spazio tempo, in cui non esiste né passato né futuro ma solo il presente, determinato dagli spostamenti tra diverse dimensioni. <<Ero sperduto in un cosmo negativo/e il sole di ghiaccio non poteva tagliare me stesso. /Un tempo indeciso si frappose/fra la mia pietra e la trappola umana. /Cercava in tutti i modi di togliere ossigeno da quella pietra. /Ma ne ricevetti altro, /in un attimo temporale!/Ero vivo. Sono vivo. /In un mondo alieno. >>Clangori di silenzio è una prosa che si legge come una poesia, tra spazi siderali e figure aliene, sorgere di lune, angeli dal potere nero e barlumi bianchi di salvezza, dove il filo conduttore è il mistero grande dell’amore: quello verso l’amata persa, ritrovata e persa ancora, quello verso le radici, la madre che dona rinascita, il creato, l’armonia e la musica che sgorgano inconsapevoli tra le dita.Il lettore dovrà immergersi nelle parole e adeguare il proprio ritmo a quello che Maurizio Albano ha impresso nel passaggio che si sta affrontando, affidandosi al proprio “custode della porta dell’immaginazione” che, proprio come suggerito dal nostro poeta/cantore, lo guiderà “ nella ricerca dei tasti giusti, per costruire la musica del possibile. Le note si diffondono e creano un cerchio sonoro che avvolge i sensibili, portandoli ad assaporare realtà inaccessibili ai più…”.Nella prima sezione, Preludio e outro composta di 17 poesie, troviamo lo spazio tempo definito dell’adolescenza ma che per l’autore rappresenta una sorta di gestazione, dove l’inizio e la fine creano un cerchio infinito dall’incontro di due sogni-anime che si ritrovano e si riconoscono. <<…così due sogni in uno stesso istante/si unirono nel segno del creato/se anche il posto era assai distante/lo spazio in quel momento, era annullato/e in quello stesso istante, la creatura, /…/si ritrovò con me su quella vetta. />>La seconda sezione, Disarmonica sinfonia, è composta di 41 poesie in versi liberi, dove il nostro affronta il viaggio nella vita, colmo di pericoli, di deviazioni che lo allontanano e lo distraggono dai ricordi e da ciò che sente di dover cercare per ritrovare la luce dell’amore. E’ un periodo colmo di dolore, di cadute rovinose, in cui angeli neri sovrastano l’anima e la condannano alla pena e al rancore. Non ha una durata definita, a ognuno occorre il proprio tempo e, forse, nemmeno riuscirà mai a raggiungere l’alba della consapevolezza.
<<L’anima grida basta, /ma è un grido silenzioso, /che si perde nella distesa sabbiosa/del deserto dei tuoi ricordi >> Ma se la consapevolezza rifulgerà << La luce della rinascita diventerà accecante/e tu tornerai alla vita oggi stesso. /Il colore dei ricordi si tingerà di vivo, /mentre schiudi il tuo bozzolo per vivere ancora. /…/Una farfalla nera, non vive solo un giorno/. >>.

Il cerchio si chiude con le 21 opere che compongono Armonia cosmica. Insieme alla gioia della rinascita e il ritrovamento dell’amore << Ora sei qui, riprenditi la musica, /canta nella notte che ormai non fa paura, /la musica dissolve i volti di ghiaccio, /cantiamo ancora insieme, e insieme voleremo. >>, giunge, forse non inaspettata, la rivelazione che tutto finirà ancora e, in un tempo indefinito tra passato e futuro, il presente, in qualche dimensione, sarà l’evoluzione agognata dell’anima. <<… Ora e qui. /Il giorno che verrà ci dirà quale presente ci accoglierà./>>.
Clangori di silenzio è un lavoro dolorosamente introspettivo e, all’apparenza, non facile per chi non sia portato a credere alla rinascita fisica dell’anima ma, proprio per questo motivo ne consiglio la lettura, accompagnandola possibilmente con la musica composta dal Maestro Albano stesso. Sarà sicuramente un viaggio avventuroso in cui perdersi piacevolmente nei ritmi delle parole, a volte dissonanti come onde d’urto, a volte melodiose come fruscii d’ali e arpeggi.

<<Buon viaggio>> nel presente che verrà.


                                                                                                                    Bruna Cicala
info: ass.irumoridellanima@gmail.com